Elettricità

Bollette elettriche, ecco perchè aumentano i costi (foto: Pixabay)

Bolletta elettrica più cara, ecco perchè il costo dell’energia sta aumentando

Le ambizioni dell’Ue di accelerare il processo di transizione stanno già incidendo gravosamente sul costo delle bollette elettriche che potrebbero toccare punte del +40% già da ottobre. Un vero salasso per gli utenti europei che potrebbero dover soggiacere al pagamento di fatturazioni sempre più salate a fronte di consumi invariati. L’obiettivo dichiarato dell’Ue è quello di ridurre nei prossimi anni l’emissione di carbonio ricostruendo i sistemi di distribuzione e di produzione di energia.

La crisi dell’offerta globale di gas naturale e tutti in nodi ancora non sciolti sulla produzione dell’energia rinnovabile hanno reso la situazione ancora più complicata. Se a tutto ciò si aggiunge anche la riduzione della velocità del vento nel Mare del Nord (tra le più lente da 20 anni a questa parte) che ha reso quasi inattive le turbine, il quadro nefasto è completo e comporterà una impennata vertiginosa dei prezzi dell’elettricità. Davanti a queste prospettive a tinte fosche i governi si stanno già muovendo per mettere mano a provvedimenti che ridurranno gli impatti della volatilità dei mercati energetici per consentire a tutti di mantenere le proprie case calde in inverno e per non gravare ulteriormente sui costi delle imprese.

Alcune grosse aziende hanno già chiuso i battenti

La chiusura delle centrali a carbone, le scorte di gas ormai ridottissime e la crescente dipendenza del continente dalle fonti di energia rinnovabili stanno palesando la grande vulnerabilità dell’Ue in materia di gestione energetica. L’aumento del prezzo del gas ha reso la situazione ancora più drammatica soprattutto per quelle imprese che fanno abbondante ricorso all’uso di carburante. Non è un caso infatti che nel Regno Unito, CF Industries Holdings Inc., un importante produttore di fertilizzanti, ha chiuso due stabilimenti e il produttore norvegese di ammoniaca Yara International ASA ha frenato la sua produzione europea a causa degli elevati costi del carburante, quando la crisi ha iniziato a colpire le aziende industriali.

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