Quotazione Petrolio e Oro

Quotazione Petrolio e Oro 21 ottobre 2019

Quotazione Oro e Petrolio oggi, 17 ottobre 2019: previsioni, analisi, ultim’ora, moderato calo

Seguite con noi l’andamento della Quotazione Oro e Petrolio per la seduta di oggi, 17 ottobre 2019 e le ultim’ora sulle materie prime


Su questa pagina potrete seguire l’andamento delle quotazioni Oro e Petrolio per la seduta di oggi, giovedì 17 ottobre 2019.

PETROLIO 52,97% (-0,73%), ORO 1495,05 (-0,07%)

Ore 16:15 Il governo venezuelano si sta preparando a cedere il controllo della compagnia petrolifera statale PDVSA alla russa Rosneft, secondo quanto riportano fonti locali. L’agenzia di stampa TASS riferisce, citando El Nacional, che la mossa rappresenterebbe una strategia per cancellare il debito di Caracas con Mosca. Il debito è considerevole: alla fine di giugno di quest’anno, il denaro dovuto alla sola Rosneft ammontava a $ 1,1 miliardi. È sceso da $ 1,8 miliardi a fine marzo. Due anni fa, Caracas e Mosca hanno siglato un accordo per la ristrutturazione di un altro debito di $ 3,15 miliardi nei confronti della Russia in 10 anni con pagamenti minimi nei primi sei anni. Dal 2006, i prestiti russi al Venezuela hanno raggiunto complessivamente oltre 17 miliardi di dollari.

Ore 10:45 L’American Petroleum Institute (API) ha stimato un’importante build di inventario di greggio pari a 10,45 milioni di barili per la settimana che si è conclusa il 10 ottobre. Un dato che si discosta molto dalle aspettative degli analisti che avevano stimato scorte per 2,878 milioni di barili. La scorsa settimana sono state registrate importanti scorte di greggio pari a 4,13 milioni di barili, secondo i dati API. Mentre secondo la VIA, in quella settimana la stima sarebbe stata di 2,9 milioni di barili. Dopo i dati sulle scorte diffuse ieri, l’estrazione netta per l’anno 2019 è stata di 15,27 milioni di barili per il periodo di riferimento di 42 settimane finora, secondo i dati API.

Ore 8:50 Geopolitica e guerra dei dazi continuano a pesare anche sui mercati delle Commodities. Il tira e molla nei rapporti commerciali tra USA e Cina continua a riversare linfa al clima di incertezza che regna sulle contrattazioni. Anche l’attacco della Turchia alla Siria potrebbe avere ripercussioni in medio oriente. Il deterioramento dell’economia globale, evidenziato anche dal peggioramento dei dati macro ha portato alla corsa all’acquisto dell’oro deprimento la domanda di petrolio. Nelle ultime ore si sono rafforzate le voci sul rafforzamento di una politica monetaria ancora più espansiva da parte della Fed con il conseguente indebolimento del dollaro e il rilancio delle quotazioni di borse e materie prime. Oggi si prevede un’ulteriore crescita del prezzo del petrolio attualmente quotato a 52,84 dollari al barile.

Ieri sia Oro che Petrolio hanno chiuso la seduta in deciso rialzo. L’oro nero è stato sospinto dalle buone notizie giunte dagli Usa sull’accordo raggiunto tra americani e cinesi che dovrebbe affievolire il clima di tensione che ha seminato il terrore nei mercati per la paventata guerra dei dazi.

Bene anche l’Oro che ha guadagnato oltre mezzo punto percentuale sfiorando quota 1477 l’oncia. Sui mercati di queste due materie prime pesano ancora le incertezze sull’accordo tra le due superpotenze finalizzato ad un indebolimento del dollaro mentre le difficoltà per raggiungere l’intesa sulla Brexit rimane ancora una mina vagante i cui effetti potrebbero protrarsi ancora a lungo.

La produzione di petrolio della Russia si è ridotta a 11,23 milioni di barili al giorno (bpd) nella prima metà di ottobre, hanno mostrato dati ufficiali russi mercoledì, ma Mosca è ancora diverse migliaia di barili al di sopra della sua quota con l’accordo di riduzione della produzione dell’OPEC +.

La Russia conferma l’impegno sulla riduzione della produzione

Intanto nelle prime due settimane di ottobre, la produzione della Russia è scesa di 19.700 bpd da settembre, a una media di 11,23 milioni di bpd, ancora al di sopra del massimale di produzione della Russia di 11,191 milioni di bpd nell’accordo OPEC.  La Russia sta facendo la parte del leone nella strategia comune di sostenere i prezzi del Petrolio promettendo di ridurre la produzione di 230.000 bpd da un livello molto alto di 11.421 milioni di bpd pompato nell’ottobre dello scorso anno.

A margine di un forum saudita-russo che si è svolto all’inizio di questa settimana, il ministro russo dell’Energia Alexander Novak ha ribadito che la Russia si è impegnata a rispettare il 100% dei tagli entro la fine dell’anno. Un impegno al quale la Russia non si sottrarrà. Novak ha anche ribadito che l’OPEC e i suoi partner non OPEC guidati dalla Russia nel patto di riduzione della produzione non stanno attualmente discutendo di cambiare i termini di questo accordo che scadrà a marzo 2020.

Ma alla luce delle cupe prospettive sulla crescita della domanda, l’OPEC e la Russia potrebbero dover rivedere questo accordo, preventivando ulteriori tagli. Su questa pagina potrete seguire le quotazione oro e petrolio con aggiornamenti frequenti e news.

 

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