Il Bitcoin si diversifica sempre di più: nasce il fork Segwit2x

Ultimamente è nato Bitcoin Cash, il primo “hard fork” di Bitcoin. Ora però sembra che la criptovaluta più famosa del mondo si stia per arricchire mediante l’arrivo di un nuovo fork che sta già catturando l’attenzione degli investitori. Proprio così, perché c’è un gruppo di sviluppatori che è convinto di aver creato “il miglior approccio possibile alle criptovalute”; un approccio che include Bitcoin e tutta la sua enorme infrastruttura, ma che a differenza del Bitcoin classico si basa su blocchi da 2 megabyte. Stiamo parlando di Segwit2x.

Cos’è Segwit2x

In pratica, dietro questa sigla si nasconde un protocollo che gli sviluppatori di Bitcoin Core hanno realizzato con l’obiettivo di migliorare la capacità di transazione della rete Bitcoin. Questo protocollo, così come anticipato poco fa, si basa una capacità media della blockchain che passa da 1MB ogni 10 minuti a 1.7MB, producendo, come ovvio, uno spazio decisamente maggiore per le transazioni degli utenti.

Il rilascio di Segwit2x è stato lungamente criticato all’interno delle community (così come in quella di Bitmain, società cinese specializzata in microchip ASIC per il mining, che ha annunciato la sua adesione al nuovo protocollo già lo scorso 17 luglio). Eppure, nonostante questo, il progetto sembra intenzionato ad andare avanti senza colpo ferire.

Come cambierà il Bitcoin nel prossimo futuro

Ricapitolando, cosa significa tutto questo? Portando la questione su termini un po’ più semplicistici e masticabili anche dai non addetti ai lavori, significa che nel prossimo trimestre potremmo assistere al consolidamento di tre differenti versioni del Bitcoin: il Bitcoin classico, con blocchi da 1MB e segregated witness; il Bitcoin Cash, con blocco da 8MB e nessuna segregated witness; e il Segwit2x, con blocco da 2MB e segregated witness.

Ma quale delle tre avrà la meglio? E soprattutto, è davvero sicuro che la nascita di tre varianti della criptovaluta madre finiranno con l’andare incontro alle esigenze di una più ampia platea di investitori? Perché in fondo chi ci dice che questa stratificazione non finirà col creare, più che un valore aggiunto, ancora più confusione? Ai posteri l’ardua sentenza…

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