Bitcoin, la Cina torna a valutare un blocco dei mining

Il governo cinese bloccherà le operazioni di mining dei Bitcoin nei prossimi mesi; una mossa che potrebbe avere un forte impatto sul prezzo della più grande valuta digitale del mondo. Valuta che ultimamente ha subito dei continui saliscendi, anche se ultimamente pare essersi stabilizzata attorno ai 14mila dollari (con una performance che è quindi fortemente in ribasso rispetto a quella che si preannunciava fino a qualche settimana fa, ma che segna comunque un +200% su base trimestrale e un +1564% su base annua).

La Cina ha rivestito un ruolo importante nello sviluppo dei Bitcoin negli ultimi anni ma negli ultimi sei mesi il governo di Pechino sta lavorando per reprimere il settore delle criptovalute, chiudendo gli scambi locali e bandendo le offerte di monete virtuali. Per un attimo è sembrato ci fosse un ripensamento, ma la piega presa ultimamente lascia supporre che la strada continui a rimanere quella di sempre.

Dai documenti trapelati si legge che il governo sta pianificando una “uscita ordinata” per le operazioni di mining dei bitcoin nelle prossime settimane. Sempre negli stessi documenti, si evince che le autorità sono state incaricate di forzare le attività minerarie fuori dal mercato utilizzando misure legate al prezzo dell’elettricità, all’utilizzo del suolo, alla protezione fiscale e ambientale.

Grazie all’elettricità a basso costo, la Cina negli ultimi anni è diventata un importante centro minerario, rappresentando circa il 70% della rete di mining dei bitcoin. La rimozione di una grande porzione della rete rallenterà pertanto anche il numero di nuovi bitcoin estratti, causando una carenza che a sua volta comporterà probabilmente un altro aumento di prezzo. Aumento che a quel punto potrebbe raggiungere i 15.500 dollari.

Il divieto potrebbe anche aumentare i tempi di transazione, portando ad un aumento delle commissioni pagate per trasferire i bitcoin. Ciò finirebbe per avere un impatto negativo sul prezzo, in quanto renderà la criptovaluta ancora meno pratica da utilizzare come alternativa a quella ordinaria.

Insomma, la situazione non è sicuramente distesa, ma a detta di molti analisti, l’eventuale abbandono della Cina potrebbe sicuramente creare tensione in un primo momento, ma poi la “macchina” del Bitcoin dovrebbe continuare a viaggiare sulla sua traiettoria senza colpo ferire.

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