Teoria di Dow: approfondimento a 360 gradi

La teoria di Dow, il cui nome guarda caso è associato a uno degli indici più famosi del mondo (il Dow Jones Industrial Average), è una teoria che si sviluppa partendo dagli scritti di Charles Dow. Questa strategia nasce nei primi anni del ‘900 quando tale Charles Dow ipotizzò che fosse possibile individuare degli andamenti ciclici e distinti nell’andamento dei prezzi di mercato dei titoli. La teoria di Dow afferma in sostanza che a dei trend corrispondano dei precisi comportamenti da parte degli operatori di mercato. E in questo studio, riconosce fondamentalmente 3 tipologie di trend.

Il trend primario

Il trend primario ha una durata che va dall’anno in su e lo si inquadra con una tendenza che può essere al rialzo o al ribasso: nel primo caso i massimi e i minimi di prezzo di un titolo vanno in ascesa, mentre nel secondo caso accade l’esatto contrario.

Trend secondario

In questo caso abbiamo a che fare con un orizzonte temporale decisamente più ristretto rispetto al caso precedente, vale a dire con un arco temporale che va da qualche settimana a qualche mese. Secondo Dow, il trend secondario è quell’orizzonte di tempo in cui si registrano scosse nel prezzo del titolo a fini correttivi: in pratica, a un eccesso di rialzo di un prezzo si può assistere a un periodo successivo di assestamento al ribasso. A un periodo deputato quindi a riportare alla normalità dei livelli di prezzo che in precedenza hanno subito una forte volatilità (in questo senso Charles Dow dice che il movimento correttivo, nella gran parte dei casi, ha un’ampiezza compresa tra un terzo e due terzi del movimento che si sta correggendo).

Trend minore

Il trend minore, secondo la teoria di Dow, è legato inevitabilmente al trend secondario: i trend minori sono nient’altro che quelle “spinte” che stanno dietro il trend secondario. Un trend minore può verificarsi per esempio dietro la diffusione di una determinata notizia di mercato o può sussistere nel caso in cui ci sia una precisa strategia speculativa in atto. E’ insomma un tipo di trend fortemente ancorato “al momento” e quindi al brevissimo periodo.

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