Blocco licenziamenti

Blocco licenziamenti, ecco cosa accadrà dal primo luglio

Blocco licenziamenti, da oggi si potrà licenziare: ecco cosa cambia dall’1 luglio

Per molti analisti la fine del blocco dei licenziamenti dal 1°luglio potrebbe far saltare definitivamente il tappo alla crisi economica italiana, già duramente provata dalla pandemia. Per questo motivo il governo ha deciso di correre parzialemente ai ripari decidendo, proprio nel giorno della sua scadenza, di introdurre una ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti dal 1° luglio per alcune categorie come l’abbigliamento, il tessile e la pelletteria. Una proroga fino al 31 ottobre che prevederà anche diciassette settimane di cassa integrazione Covid gratuita. Col nuovo decreto sono state introdotte delle importanti novità. Vediamo cosa cambia da oggi 1° luglio sulla questione annosa del blocco dei licenziamenti.

I settori che vedranno prolungarsi il blocco licenziamenti

Per il settore tessile, abbigliamento e pelletteria la proroga verrà estesa al 31 ottobre per un massimo di 17 settimane. Questo blocco però potrebbe saltare in presenza di determinate condizioni previste dallo stesso decreto. Ad esempio in caso di “accordo collettivo aziendale di incentivo all’esodo” o di “cessazione dell’attività”. Anche in caso di subentro nell’appalto la proroga non avrà più ragione d’essere. Il blocco dei licenziamenti verrà applicato alle aziende rientranti nei codici ATECO 13, 14 e 15 e cioè preparazione e filatura di fibre tessili, confezione di articoli di abbigliamento e fabbricazione di articoli in pelle e simili. Si tratta di settori che hanno visto pregiudicata la propria economia dalle restrizioni e dai blocchi della pandemia. Potranno quindi ancora accedere alla cassa integrazione in deroga fino al 31 ottobre 2021.

In applicazione del decreto Sostegni bis a far data dal 1° luglio verrà riconosciuta la cassa integrazione ordinaria o straordinaria “scontata” per le imprese di industria e costruzioni. Permane invece il blocco dei licenziamenti per tutte quelle imprese che accedono all’ammortizzatore sociale.

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