Mario Draghi

Discorso Mario Draghi Recovery Fund, oggi il premier riferirà alla Camera

Discorso Draghi Recovery Fund, oggi il premier riferirà alla Camera sull’approvazione del PNRR

Oggi Mario Draghi terrà un discorso in parlamento in cui illustrerà i punti nodali del Recovery Fund. Nelle ultime ore è stato definito e trasmesso all’Ue il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il piano con cui il nostro paese prevederà di spendere i finanziamenti del Recovery Fund, uno strumento prezioso per uscire dalla crisi economica causata da blocchi e chiusure. Sia oggi, lunedì 26 che domani, martedì 27 aprile, Draghi presenterà il testo del PNRR alla Camera e al Senato.

Il piano è stato elaborato e definito in Consiglio dei ministri fino alla serata di sabato quando sono stati chiusi i lavori. Se inizialmente si era pensato che il testo era ancora una bozza da definire, i quotidiani di stamattina hanno precisato che il Consiglio dei ministri lo avrebbe già informalmente approvato. Si è parlato in queste ore di una trattativa in corso tra Mario Draghi e la Commissione Europea soprattutto per quanto concerne i tempi di erogazione dei fondi. Una trattativa che il Corriere della Sera ha definito «estenuante, ruvida, segnata dalla diffidenza degli uffici tecnici di Bruxelles». Il premier avrebbe anche offerto delle garanzie personali affinchè si faccia presto e venga accettato il PNRR italiano.

Secondo quanto emerso da alcune indiscrezioni riportate dai principali quotidiani, la Commissione Europea avrebbe espresso i propri dubbi in merito ad alcune proposte contenute in maniera troppo generica. Dubbi fugati da Draghi che ha promesso il proprio impegno affinchè le proposte siano aderenti alle aspettative dell’Europa.

Una lunga conversazione che secondo Repubblica si sarebbe conclusa cordialmente e che potrebbe segnare un passo decisivo verso l’accesso rapido ai fondi. Dopo il discorso di Draghi al Senato di martedì, si dovrebbe tenere un nuovo consiglio dei Ministri in cui il piano verrà approvato definitivamente e diventerà ufficiale. Una pura formalità che non prevede sorprese o ulteriori imboscate da parte di altri esponenti del governo.

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