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Cos’è il Valore a rischio (VaR)

Per misurate il rischio, viene utilizzato il VaR (Valore a rischio), il quale non fa altro che calcolare la probabilità che un investimento generi una perdita durante un determinato periodo di tempo e rispetto ad un determinato livello di fiducia. Grazie ad esso, gli investitori possono decidere se il guadagno vale veramente la potenziale perdita massima.

Calcolo del valore a rischio

Il calcolo del VaR è composto da tre elementi:

Livello di fiducia: rappresenta la possibilità che si verifichi un determinato rischio. Esiste la probabilità dell’85% che la maggiore perdita giornaliera non superi il 3%.

Periodo di tempo: rappresenta il lasso durante il quale è possibile che si verifichi una perdita. Può essere espresso in giorni, mesi o anni. Serve soprattutto agli investitori per determinare se un investimento rappresenta un rischio a breve o lungo termine.

Perdita massima prevista: il più importante poiché indica quale sarebbe lo scenario peggiore se il rischio dovesse diventare reale. Deve necessariamente essere considerato prima di procedere ad un investimento, in modo da capire cosa posso accadere ad un conto di trading se si verifica una perdita massima. Inoltre, aiuta a capire se una perdita sia accettabile considerando il potenziale profitto realizzato sull’investimento.

Il metodo “Storico”

Questo metodo utilizza i dati storici per calcolare il VaR. I dati storici vengono utilizzati per identificare i rendimenti su un prodotto o indice specifico. Questi ritorni giornalieri o mensili sono raccolti in un grafico, il quale fornisce una panoramica del rendimento storico e della frequenza dei diversi rendimenti. Maggiore è la frequenza di un rendimento, maggiore è la probabilità che si verifichi un rendimento in futuro.

Varianza-covarianza

Il metodo varianza-covarianza si basa su una normale distribuzione dei rendimenti. Ciò richiede una stima dei rendimenti attesi (o medi) e della deviazione standard. Questi due fattori possono essere combinati per creare una normale curva di distribuzione. Simile al metodo storico, il metodo varianza-covarianza calcola la probabilità che si verifichi un rendimento e crea un normale grafico di distribuzione basato su questi dati.

Il vantaggio dell’utilizzo di una normale curva di distribuzione è che offre una chiara panoramica del rendimento più probabile su un’attività. Inoltre è il metodo più semplice per il calcolo del VaR. Mentre gli altri metodi richiedono dati e calcoli storici molto più numerosi, il metodo varianza-covarianza richiede solo il rendimento medio previsto e la sua deviazione standard. Ciò limiterà anche le ore di lavoro investite nel calcolo del VaR utilizzando questo metodo. Con una normale curva di distribuzione è abbastanza facile dire la probabilità che si verifichi un certo rendimento.

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