inflazione

Inflazione Usa, ecco come potrebbe condizionare i mercati

Inflazione Usa in crescita, ecco come influenzerà le materie prime e i mercati

L’inflazione potrebbe giocare un ruolo nevralgico nei mesi a venire e potrebbe rimescolare le carte facendo andare sempre di più in fibrillazione coloro che amano investire in borsa. La maggior parte degli investitori ritiene che l’inflazione possa accelerare nei prossimi mesi a causa della politiche espansive adottate dalla Fed che ha pompato trilioni di dollari a iosa mantenendo a zero i tassi di interesse. Ma ora sorge la domanda se l’inflazione sarà modesta. Sarà un’ondata gestita o una drammatica inondazione che sconvolgerà i mercati finanziari.

Non tutti gli analisti sembrano preoccupati anche perchè l’economia statunitense, ma non solo, ha un sacco di terreno post-pandemico da recuperare. Non si deve neanche dimenticare il fatto che l’inflazione ha segnato il passo per molto tempo. Non dimentichiamo che la banca centrale americana ha pieno mandato da parte del governo nazionale per promuovere l’occupazione e mantenere la stabilità dei prezzi. Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha interpretato il mantenimento della stabilità dei prezzi come il mantenimento della crescita dell’inflazione a circa il 2% all’anno nel lungo termine.

L’indicatore di inflazione che la Fed ama tenere in considerazione più di ogni altro è l’indice PCE e cioè la spesa per consumi personali. Si tratta di un indicatore che evidenzia la variazioni dei prezzi nel tempo senza costi energetici e alimentari volatili. Tenendo conto di questo paramentro dovrebbe ritenere che l’inflazione è ampiamente sotto controllo ed rimasta ampiamente sotto il 2% annuo. Permanendo questo contesto ha senso pensare che la Fed possa alzare i tassi di interesse dopo i dati in crescita dell’inflazione statunitense? L’impressione più netta è che tutto ciò non avverrà. All’inizio del 2018, l’inflazione negli Stati Uniti era riuscita a superare il 2%. Questo è stato più di due anni dopo che la Fed aveva già iniziato una campagna di incrementi graduali dei tassi.

Nelle ultime settimane la paura per l’aumento dei prezzi sembra essere diventata mainstream negli Usa ma non solo. I commenti piuttosto distesi che giungono dalla Federal Reserve evidenziano come al momento l’atmosfera nei piani alti dell’economia americana non sia per niente votata al panico. I recenti commenti del Segretario del Tesoro e del Presidente della Fed sembrano andare verso la linea della moderazione e non sono venati da preoccupazioni di sorta.

Materie prime e inflazione

Quando si parla di inflazione, i primi timori sono riversati verso i mercati delle materie prime che infrangono record mentre i governi continuano ad accumulare stimoli. I prezzi di alcune materie prime, con il ferro, il rame, l’alluminio e altri metalli preziosi stanno salendo alle stelle o si avvicinano a livelli record. Anche i prezzi del legname hanno raggiunto livelli record, mentre i prezzi del mais e del grano sono scivolati clamorosamente. Ma sorge la domanda: l’inflazione accelera a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime? Secondo la nostra analisi la risposta è negativa. La storia ci insegna che i prezzi delle materie prime di base non producono effetti diretti o significativi sull’inflazione a lungo termine. I dati sull’inflazione al consumo si basano sui prezzi che i consumatori pagano per le cose che normalmente acquistano direttamente. I consumatori non acquistano direttamente le materie prime. Comprano prodotti di consumo fabbricati. I prezzi delle materie prime influenzano i prezzi al consumo indirettamente e parzialmente. Per molti dei prodotti che le persone acquistano oggi, le materie prime costituiscono una percentuale molto piccola del costo di fabbricazione. Ecco perchè il mercato delle commodities e l’inflazione sono due parametri assolutamente slegati.

Chi Potrebbe beneficiare dell’inflazione alta?

Un’inflazione più alta può addirittura tradursi in un vero beneficio per l’americano medio. Quando l’inflazione è alta, i lavoratori hanno il potere di chiedere aumenti maggiori in busta paga per tenere il passo con il costo della vita. La vita diventa un po ‘più complicata per i risparmiatori e i pensionati che vivono di reddito fisso, poiché l’inflazione erode il potere d’acquisto della moneta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *