Bitcoin, nuovo record: la Cina potrebbe rimuovere il ban

Nonostante avesse già rotto la soglia dei 6.000 dollari, raggiungendo quindi un livello di tutto rispetto, il prezzo del Bitcoin è salito nuovamente nel corso delle ultime ore! La quotazione della criptovaluta è infatti salita oltre i 6.300 dollari, ovvero di 200 dollari in più rispetto all’ultimo massimo storico toccato il 23 ottobre scorso. Ma a cosa è dovuto questo nuovo e incredibile salto in avanti.

Il motivo di tutto ciò è da addurre ai rumor che stanno circolando e che parlano di un governo cinese sempre più intenzionato a rimuovere il ban sugli exchange. Quello stesso ban che diventò operativo soltanto poche settimane fa e che, a dispetto di quanto prevedevano in molti, non ha minimamente scalfito la tendenza del Bitcoin.

Nonostante il ban non abbia creato chissà quali conseguenze, resta il fatto che un dietrofront in questo senso renderebbe tutti quanti più sereni. E infatti i mercati, al sol sentire di una ipotetica abrogazione del provvedimento, hanno comprensibilmente festeggiato con un’ondata di acquisti che ha coinvolto sì il Bitcoin, ma anche l’Ethereum (salito per la cronaca oltre i 300 dollari).

A riportare per primo la notizia di un possibile dietrofront da parte del governo cinese è stato il Coin Telegraph. In pratica il giornale ha scritto che, in seguito al 19° Congresso del Partito Comunista cinese, alcune regolamentazioni temporanee sarebbero state abrogate, e tra queste regolamentazioni in dirittura di cancellazione ci sarebbe appunto quella riguardante gli exchange.

Inoltre il rapporto ha anche fatto riferimento a ZB.com, una nuova piattaforma di trading interamente dedicata alle criptovalute e proveniente proprio dalla Cina. Piattaforma che dovrebbe esordire in queste ore ed essere accessibile da ogni parte del mondo. Il ruolo di questa piattaforma si potrebbe pensare sia marginale, e invece non lo è: il fatto che in Cina stia nascendo una realtà interamente dedicata alle criptomonete dà la misura di come il probabile dietrofront sul ban sia sempre più probabile.

Insomma, nonostante le preoccupazioni di Pechino circa la sicurezza, il riciclaggio e la competizione con le valute reali da parte delle criptomonete siano assolutamente fondate, il ban, a quanto pare, non è la risposta giusta per porvi rimedio.

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