Forward guidance: cos’è e quando viene utilizzata

La Forward guidance è uno strumento di politica monetaria, detenuto dalle banche centrali, che serve a raggiungere gli obiettivi che le stesse banche si prefiggono. Grazie a questo strumento, quindi, si possono raggiungere gli obiettivi macroeconomici in agenda, come ad esempio ottenere l’aumento degli investimenti o perseguire un ribasso dei tassi di interesse.

Lo scopo principale della Forward guidance è influenzare le decisioni degli investitori e quindi controllare la volatilità del mercato, cosicché non vi sia spazio per eventi imprevisti. Per questa ragione lo strumento in questione è particolarmente amato dalle banche centrali: perché di fatto permette di tenere tutto sotto controllo.

Tuttavia non dimentichiamo che la Forward guidance è uno strumento non convenzionale, così come lo sono ad esempio il Quantitative Easing e il Credit Easing. Lo scopo, sia per il primo che per gli altri due strumenti, è sempre lo stesso: evitare shock sui mercati finanziari.

La Forward guidance può essere applicata in due diverse modalità: in modo esplicito o in modo implicito. Se la banca centrale decide di optare per la modalità esplicita, allora la stessa fornirà agli operatori delle informazioni esplicite, chiare e dettagliate su come si muoverà nel prossimo futuro in materia di tassi di interesse. Questa è la modalità più utilizzata al giorno d’oggi, tanto è vero che banche come la Federal Reserve statunitense, la Banca del Giappone o la stessa Banca Centrale Europea sono solite comunicare a chiare lettere le decisioni prese in materia di politica monetaria.

A proposito di Bce, la banca in questione, sotto la presidenza di Mario Draghi, ha dato prova più e più volte dell’uso della Forward guidance.

Draghi infatti ha adottato in più di una occasione la tecnica del Forward, e lo ha fatto proprio per scongiurare la volatilità dei mercati finanziari. Il 4 luglio del 2013, il governatore della Bce Mario Draghi disse: “La Bce ha preso la decisione di fornire forward guidance in maniera più specifica rispetto a quanto abbia fatto in passato. Attendiamoci dunque che i tassi della Bce rimangano agli attuali livelli o a livelli ancor più bassi, per un prolungato periodo di tempo”.

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