Investire in fondi: introduzione pratica agli ETF e ai CFD

Molti trader ancora alle prime armi probabilmente sono soliti sprecare molto tempo alla ricerca dello strumento giusto per investire in sicurezza. E a furia di cercare e ricercare, alla fine giungono quasi sempre alla conclusione che tra gli strumenti più sicuri verso i quali vale la pena investire ci sono gli ETF e i CFD. Vediamo allora di capire perché questi due sono considerati gli strumenti più “tranquilli” per iniziare la propria avventura nel trading.

Cosa sono gli ETF

Gli ETF, Exchange Traded Fund, sono una particolare tipologia di fondi di investimento appartenente alla famiglia di prodotti ad indice quotati. Sono perciò molto diversi dai più tradizionali fondi comuni di investimento. Il loro rendimento, in sostanza, è strettamente legato alla quotazione di un indice borsistico e non all’abilità di compravendita dei titolari del fondo: il gestore del fondo, nel caso di un ETF, si limita infatti a verificare la coerenza del fondo con l’indice di riferimento e a correggerne il valore in caso di grossi scostamenti. Null’altro.

Il punto di forza degli ETF sta nel loro basso profilo di rischio e nella loro economicità (le spese di gestione difficilmente superano il punto percentuale), anche se esistono comunque ETF prettamente speculativi.

Cosa sono i CFD

Un CFD è invece uno strumento il cui prezzo dipende dal valore di altri prodotti finanziari. Il CFD sta a rappresentare un’operazione di scambio di denaro tra due parti, uno scambio legato al valore dell’attività sottostante che si registra tra il momento di apertura e di chiusura dell’attività stessa.

Nel CFD ci sono quindi due parti: la prima parte è l’acquirente e l’altra è il venditore, pertanto l’acquirente realizza un guadagno nel caso in cui l’attività aumenta di valore e una perdita nel caso in cui l’attività diminuisce di valore, mentre la parte venditrice realizza una perdita nel primo caso e un guadagno nell’altro (uno dei due, insomma, ci deve sempre andare o a guadagnare o a perdere!).

Dal momento in cui il CFD dipende dall’attività sottostante di cui parlavamo poc’anzi, fa di lui uno strumento derivato a tutti gli effetti, perché il guadagno o la perdita si realizza appunto in base alle variazioni di prezzo dell’attività da cui dipende.

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