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Quantitative Easing: cos’è e come funziona

L’obiettivo di governi e banche centrali è quello di una crescita economica appena sufficiente, in modo da evitare che l’inflazione sfugga dal loro controllo, ma sempre non troppo bassa da provocare una stagnazione.

Uno degli strumenti principali per controllare la crescita è l’aumento o l’abbassamento dei tassi di interesse. Quelli più bassi incoraggiano le persone o le aziende a spendere soldi, piuttosto che risparmiare, ma quando sono quasi pari a zero, le banche centrali devono adottare diverse tattiche, come pompare denaro direttamente nel sistema finanziario. Questo processo è noto come Quantitative Easing (QE), ossia allentamento quantitativo.

Come funziona il Quantitative Easing

La banca centrale acquista beni, di solito titoli di stato, con denaro che ha “stampato” o, più precisamente, creato elettronicamente. Utilizza questi soldi per acquistare obbligazioni da investitori come le banche. Ciò aumenta la quantità complessiva di fondi utilizzabili nel sistema finanziario. Più soldi disponibili significa incoraggiare le istituzioni finanziarie a prestarne di più alle imprese ed ai singoli cittadini.

Può anche spingere i tassi di interesse ulteriormente al ribasso, anche quando quelli propri della banca centrale lo sono già. Ciò dovrebbe consentire alle imprese di investire ed ai consumatori di spendere di più, dando una spinta all’economia.

Quali sono i rischi?

La più grande preoccupazione è che pompare maggiore denaro nell’economia potrebbe alla fine portare a un problema di inflazione.

Quando l’inflazione è prossima allo zero, un po’ più di pressione al rialzo sui prezzi può essere visto come un buon viatico. Però alcuni politici ed economisti si sono opposti all’idea del QE poiché credono che, a lungo andare, ci sia il pericolo che possa creare troppa inflazione.

Il QE funziona?

Il suo effetto è fortemente contestato e difficile da misurare. Negli ultimi anni, in alcuni paesi l’economia si è stabilizzata e la disoccupazione è diminuita costantemente.

Il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi dichiarò nel giugno 2015 che la politica “ha contribuito a un ampio alleggerimento delle condizioni finanziarie, una ripresa delle aspettative di inflazione e condizioni di indebitamento più favorevoli per le imprese e le famiglie”.

Il QE aumenta il prezzo di mercato dei titoli di stato e riduce il rendimento, o il tasso di interesse, pagato agli investitori. In altre parole, gli investitori devono pagare di più per ottenere lo stesso reddito. Se i tassi di interesse di mercato sono più bassi, deprimono il valore di una valuta perché diventa meno attraente per gli investitori stranieri.

L’allentamento quantitativo nell’Unione Europea ha mantenuto il valore dell’euro più basso di quanto avrebbe potuto, un fattore non accolto in alcune economie emergenti. Cosa accadrà all’inizio del prossimo anno quando l’allentamento quantitativo cesserà? L’economia europea attualmente in difficoltà né trarrà beneficio oppure peggiorerà la sua situazione?

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