Come negoziare sugli indici

Il trading sugli indici è utile per valutare se il valore di un indice aumenta o diminuisce, prima che il trader acquisti le azioni. Così come con le azioni, una valuta o una commodity, il trader può avviare uno Spread Bet o un CFD sul proprio indice. Il profitto si ottiene acquistandolo per poi venderlo in un secondo momento con un importo maggiore rispetto a quello di acquisto.

Nella sua etimologia più comune, un indice non è altro che un portafoglio di azioni le quali rappresentano un mercato o uno dei suoi settori. Ogni azione quotata su un indice contribuisce al calcolo del valore dell’indice, che non è altro che una media ponderata di tutte le azioni di cui è composto; il suo movimento dipende dalla performance delle sue società componenti.

I valori azionari sono soggetti alla legge della domanda e dell’offerta. Una società redditizia cade spesso sotto gli occhi degli investitori, i quali vogliono acquistarne le azioni. Quindi, questa intenzione di acquisto maggiore rispetto alla vendita non farà altro che aumentare le azioni di suddetta società. Al contrario, le azioni diminuirebbero.

Un aumento del prezzo delle azioni di una società spesso non è intimamente connesso con quello dei suoi profitti; tutto questo viene percepito come alto rendimento da parte degli investitori. Se, ad esempio, l’indice FTSE 100 è in aumento, vuol dire che gli investitori stanno acquistando i vari titoli sull’indice in numero maggiore rispetto alle vendite; quindi il prezzo delle azioni è in aumento.

Differenze tra trading sugli indici e commercio sulle equità

Se da un lato il prezzo di un’azione indica le performance di una singola azienda, dall’altro gli indici forniscono utili informazioni sulle attuali condizioni di un interno mercato o dei suoi settori.

Notizie di perdite, difetti su prodotti, concorrenza che avanza, utili societari ed eventuali fusioni durante le negoziazioni di titoli azionari possono influenzare pesantemente i prezzi delle azioni. Quindi i trader, nel negoziare un indice, sono esposti a questi rischi; in questa fase, l’indice è a un livello molto più basso dal momento che stanno effettivamente scambiando più società insieme.

La volatilità degli indici

Un mercato diventa volatile da negoziare nel momento in cui le azioni che compongono un indice sono in costante movimento. Però è raro osservare che tutte le componenti sperimentino grandi spostamenti nella stessa direzione in una volta sola; normalmente, gli indici non si spostano più di punti al giorno.

Quanto enunciato non ha valore nel caso di crollo del mercato azionario. In tempi recenti, è accaduto nel 2015 quando il crollo prolungato dello Shanghai Composite ha visto l’indice scendere significativamente – ben oltre il 2% – per giorni e giorni.

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